Trasformare le ceneri di cremazione in un diamante

Trasformare le ceneri di cremazione in un diamante: uno speciale di "Mi manda RaiTre" approfondisce l'argomento.

Quando si parla di trasformare le ceneri di cremazione in un diamante autentico, lo stupore iniziale lascia spesso spazio a domande di natura tecnica e legale. Com’è possibile che i resti umani si trasformino in una gemma? Quali garanzie ci sono? A queste domande ha risposto con grande chiarezza uno speciale di “Mi manda RaiTre”, che ha guidato i telespettatori fin dentro i laboratori della società svizzera Algordanza (termine romancio che significa proprio “ricordo”), situati a Domat/Ems, nel Canton Grigioni in Svizzera.

La diamantificazione è un processo che unisce una tecnologia ingegneristica d’avanguardia a una profonda etica del rispetto. Poiché in Italia la normativa attuale non prevede ancora la manipolazione delle ceneri per questo scopo, l’intero iter si svolge in territorio elvetico seguendo precisi standard di tracciabilità. Quello che rientra poi in Italia è un diamante a tutti gli effetti.

Trasformare le ceneri di cremazione in un diamante: il processo tecnologico e le sorgenti di carbonio

Un corpo umano in vita è costituito per circa il 20% da carbonio. Durante la cremazione la maggior parte di questo elemento viene rilasciata sotto forma di anidride carbonica, ma una discreta percentuale rimane intrappolata nelle ceneri. Per avviare il processo e produrre uno o più diamanti sono necessari almeno 300 grammi di ceneri di cremazione.

La brochure tecnica dell’azienda svela inoltre un’importante alternativa: il carbonio può essere estratto anche dai capelli (ne bastano tra i 5 e i 10 grammi). Poiché i capelli sono composti per ben il 50% da carbonio, questa opzione permette non solo di affiancare una sepoltura classica, ma anche di raccogliere la materia prima in vita per tramandare il proprio diamante come eredità. Nei rari casi in cui il carbonio estratto dalla fonte originale risulti insufficiente, l’azienda concorda con la famiglia l’aggiunta di carbonio da un’altra sorgente secondaria.

L’iter di trasformazione si articola in quattro macro-fasi di laboratorio:

  1. Isolamento del carbonio: attraverso processi chimici si ricavano alcuni grammi di materiale utile, costituito fino al 90% da carbonio.
  2. Grafitizzazione: i composti di carbonio vengono scissi e trasformati fino a ottenere grafite pura al 99%.
  3. Composizione della cellula di crescita: la grafite viene inserita in una speciale cellula di crescita formata da un massimo di 25 componenti realizzati meticolosamente a mano. La precisione in questa fase è millimetrica, poiché ogni minima imperfezione impedirebbe lo sviluppo del reticolo cristallino.
  4. Simulazione geologica HPHT: la cellula viene introdotta in speciali presse High Pressure High Temperature (HPHT) capaci di generare una pressione di circa 60.000 bar e temperature superiori ai 1.400 °C. In questo ambiente, che ricrea perfettamente le condizioni presenti nelle profondità della Terra, gli atomi modificano la loro disposizione trasformandosi in un diamante autentico, avente le stesse identiche proprietà fisiche, chimiche e ottiche delle gemme naturali.

Tempi di crescita

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la dimensione finale della gemma non dipende dalla quantità di ceneri o capelli forniti, ma esclusivamente dal tempo di permanenza indisturbato all’interno della pressa. Il processo richiede generalmente dai 6 agli 8 mesi complessivi, arrivando fino a un anno intero per le carature più importanti. Visto il potenziale della sorgente, è inoltre possibile generare più diamanti a partire dallo stesso materiale di partenza, consentendo a diversi membri della famiglia di conservare ciascuno il proprio ricordo.

Unicità cromatica, taglio e tracciabilità

Una delle caratteristiche più affascinanti e autentiche del Diamante della Memoria risiede nel colore. Ogni gemma brilla di una tonalità di blu unica e totalmente imprevedibile, che varia in intensità anche se le ceneri provengono dalla stessa persona. Questa colorazione naturale è determinata dalla presenza del boro, un elemento chimico che si lega al carbonio nel reticolo cristallino: maggiore è la quantità di boro racchiusa, più scura e intensa sarà la sfumatura di blu; se il contenuto è minimo, la pietra risulterà di un azzurro chiarissimo o bianco trasparente.

Al termine del percorso, la famiglia può scegliere se far tagliare a mano la gemma secondo i tagli classici della gioielleria (Brillante, Cuore, Princess, Radiant, Smeraldo, Asscher) oppure optare per un diamante grezzo non tagliato, le cui sfaccettature irregolari vengono semplicemente lucidate per preservare la forma originale di crescita.

A garanzia di autenticità e tracciabilità nel trasformare le ceneri di cremazione in un diamante, ogni pezzo viene sottoposto a un controllo finale e inciso al laser (visibile solo al microscopio) con la lettera “A” di Algordanza e il codice identificativo dell’ordine, per poi essere corredato da un certificato ufficiale di autenticità e origine.

Trasformare le ceneri di cremazione in un diamante: aspetti economici, burocratici e previdenza anticipata

Come sottolineato nell’intervista televisiva, i costi riflettono l’eccezionale complessità dei macchinari e i lunghi tempi di lavorazione in laboratorio. Si tratta di un investimento importante per le famiglie che tuttavia, oltre ad essere supportato da formule di rateizzazione che rendono accessibile il percorso, include già nella tariffa la gestione burocratica e il trasporto transfrontaliero sicuro delle ceneri.

Negli ultimi anni si sta diffondendo significativamente anche lo strumento della pianificazione funeraria anticipata (garanzia previdenziale). Questo contratto consente a chiunque di esprimere e disporre le proprie volontà direttamente in vita, scegliendo preventivamente la sorgente di carbonio, la caratura e il taglio desiderati. Sotto il profilo economico, questa formula permette di bloccare il prezzo alle tariffe vigenti al momento della firma, tutelando i fondi versati tramite il deposito su un conto di garanzia fiduciario gestito da una società indipendente, la Algordanza Vorsorge GmbH. Un modo concreto per sollevare i familiari da oneri economici e scelte complesse nel momento del lutto, lasciando loro in eredità un simbolo d’amore destinato a sfidare il tempo.


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