resti-umanita-adriano-favoleResti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte è un saggio scritto da Adriano Favole, antropologo e docente all’Università di Torino, che a partire dalla domanda: Che ne è del corpo dopo la morte? avvia unì esplorazione della letteratura antropologia sulla morte, studiando i rituali che da sempre hanno caratterizzato il comportamento della popolazioni rispetto ai resti umani.

In questo saggio Favole guida il lettore a capire il rapporto ambivalente che gli uomini intrattengono con i morti e con i loro resti nelle diverse culture. Fa notare come dopo la fase terminale del morire, normalmente condivisa solo con le persone più intime, qualsiasi sia il rito scelto, il corpo del defunto ritorna ad essere pubblico attraverso i funerali e la sepoltura che  sono eventi collettivi. Quasi nessuna popolazione lascia i cadaveri così come sono. In forme diverse più o meno ritualizzate viene quasi sempre praticata la “toilette funeraria” chiamata tanatoprassi, dove il corpo viene trattato per ritardare gli effetti della putrefazione. Un modo per dissimulare almeno alla vista il deperimento della carne.

Ma la ritualizzazione della morte nel mondo vanta un grande varietà di prassi, come ci spiega l’antropologo Favole, quando racconta come alcuni gruppi etnici, ancor oggi, praticano l’endo-cannibalismo, la pratica di divorare i cadaveri durante i funerali che, per quanto possa sembrare repellente, viene attuata sia per evitare la decomposizione del corpo ma soprattutto, in una visione esoterica del rito, di appropriarsi delle virtù del morto.

In ogni caso sia che i corpi dei defunti vengano sepolti, sia che vengano cremati, oppure ingeriti, oppure ancora imbalsamati, esiste un comune denominatore che riunisce tutti i riti:  i resti terreni vengono elaborati, modificati, resi accettabili. La morte ed i suoi inevitabili processi di putrefazione e disgregazione cellulare vengono, per quanto relativamente, ingannati o rimandati.

La valenza della reliquia resta quindi attuale e negli ultimi tempi progredisce in nuove forme di sepoltura, che diventano consuetudine sociale con il venir meno dei luoghi deputati ad accogliere i defunti.

Adriano Favole è Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Etnologia e insegna Antropologia culturale e Cultura e potere all’Università di Torino. Ha insegnato presso le Università di Milano, Genova e Bologna e in Nuova Caledonia. Ha viaggiato e compiuto ricerche a Futuna (Polinesia occidentale), in Nuova Caledonia, a Vanuatu e in Australia. I suoi ambiti di ricerca principali sono l’antropologia politica, l’antropologia del corpo e l’antropologia del patrimonio. Collabora con La lettura del Corriere della Sera. È autore di: La palma del potere (Il Segnalibro, 2000); Isole nella corrente (La ricerca folklorica, Grafo, 2007); ha curato l’edizione italiana di Per un’antropologia non egemonica. Il Manifesto di Losanna (elèuthera, 2012); Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003), Oceania. Isole di creatività culturale (2010), La bussola dell’antropologo (maggio, 2015) per Editori Laterza.

Resti di umanità Vita sociale del corpo dopo la morte
Edizione: 2012
Pagine: 210
ISBN: 9788842068464

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