L'aborto spontaneo è ancora un tabù: quale linguaggio utilizzare

L’aborto spontaneo é un evento molto frequente: in Italia una gravidanza su 6 si interrompe, per un totale di circa 150.000 lutti perinatali ogni anno. Ma nella società moderna l’aborto spontaneo é ancora un tabù e molte donne non ne parlano perché non si sentono capite, soprattutto se la perdita avviene nel primo trimestre. Questo argomento verrà approfondito giovedì 22 giugno alle 18.00 presso il Caffè Pedrocchi a Padova, in una serata dal titolo “Un responso difficile da accettare”.

Le relatrici sono Stefania Vilardo, Elisa Barato e Barbara Visentin, naturopata e tanatologa che parlerà del linguaggio che sarebbe opportuno usare per sensibilizzare su un argomento così delicato e ancora poco affrontato. «Nel nostro linguaggio – ha spiegato Visentin – c’è una censura sul tema della morte. Quando una persona è morta usiamo termini evasivi, ad esempio diciamo che “è volata in cielo”, “se n’è andata” oppure “non c’è più”. Nel caso di lutto perinatale, invece, parliamo di “bambini mai nati”, ma in questo modo non diamo valore alla vita che loro hanno incarnato, seppure per poche settimane. Dicendo “bambini mai nati” sottintendiamo che le donne che li hanno portati in grembo non siano mai state madri. A volte, si sente dire anche che questi bambini sono “angeli”. Ma non è vero, perché hanno vissuto un’esperienza terrena, seppure per un periodo molto limitato. Usare espressioni di questo tipo è un modo evasivo per non parlare di morte, e porta alla conseguenza di non definire come madri le donne che hanno subìto un aborto. E questo è un lutto delegittimato». Quindi, l’aborto spontaneo è ancora un tabù anche a causa del linguaggio che utilizziamo. Ulteriori riflessioni sul tema della morte si possono trovare sulla pagina facebook di Barbara Visentin, Armonico Chaos

Fino al 15 luglio la Sala Verde del Caffè Pedrocchi ospiterà la mostra fotografica “Non c’è Battito” dell’artista Stefania Vilardo, che attraverso scatti in bianco e nero ha voluto raccontare il tema della perdita di un figlio in gravidanza. Le immagini rappresentano i diversi stati d’animo dalla gioia per l’attesa di un figlio al dolore per la perdita di quel figlio tanto atteso e proiezione del completamento di una famiglia. E giovedì 29 giugno alle 18.00 ci sarà un altro caffè culturale dal titolo “Perdita in gravidanza , il delicato tema del lutto perinatale”, che vedrà relatrici Isabella Robbiani e Sandra Salmaso.


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