KondolenzkarteL’elaborazione del lutto è uno dei temi che in psicoterapia ricorre con più frequenza e, da sempre, studiosi e ricercatori hanno lavorato per trovare tempi e percorsi terapeutici capaci di aiutare chi piange la persona cara a superare il momento difficile.

La morte rappresenta una delle paure ancestrali più profonde negli esseri umani. In ogni epoca e in ogni luogo sono stati ricercati dei metodi per superare l’angoscia della perdita ed esorcizzarla, in particolare in occidente, dove si tende a pensare alla morte come se fosse presente soltanto nell’altrui sorte. Quando pensiamo ad essa la riflessione più comune è che riguardi gli altri oppure la si immagina soltanto come annientamento e perdita definitiva, non è di certo un argomento gradito, per quanto Inizio e fine, nascita e morte, sono punti estremi di una stessa realtà.

Invece quando la morte ci colpisce da vicino, interrompendo legami importanti, parlarne diventa una necessità fondamentale ma, al tempo stesso, non così scontata.

Da tempo sono stati elaborati diversi metodi capaci di portare la persona colpita da un lutto alla metabolizzazione dell’accadimento. Esiste il modello delle 5 fasi del lutto Kubler-Ross, una teoria che si rifà alle cinque fasi di reazione alla prognosi mortale, riportando le stesse modalità all’elaborazione del lutto oppure il modello dei 4 compiti del lutto di Worden o ancora il modello dei 6 processi del lutto di Rando.

Le 5 fasi del lutto di  Kubler-Ross

Nel libro La morte e il morire la dottoressa Kubler-Ross teorizza cinque fasi che una persona sarà costretta a vivere qualora venisse toccata da un lutto oppure sapesse di essere malata terminale. Queste fasi possono non essere sequenziali e si possono ripetere più volte. La Kubler-Ross con la sua ricerca non dà soluzioni su come alleviare il dolore ma evidenzia quali sono le tappe obbligate che una persona sofferente deve sostenere prima di raggiungere l’accettazione.

  • Negazione/Rifiuto:  in principio si nega il lutto come naturale meccanismo di difesa;
  • Rabbia: quando si realizza la perdita, subentra un enorme carico di dolore che provoca una grande rabbia alle volte rivolta verso se stessi o persone vicine o, in molti casi, verso la stessa persona defunta;
  • Negoziazione: si tenta di reagire all’impotenza cercando delle risposte o trovando soluzioni per spiegare o analizzare l’accaduto;
  • Depressione: ci si arrende alla situazione razionalmente ed emotivamente;
  • Accettazione: si accetta l’accaduto, riappacificandosi con esso, spesso sperimentando fasi di depressione e rabbia di natura moderata, volte a riconciliarsi definitivamente con la realtà.

I quattro compiti per superare il lutto di Worden

J.William Worden è uno psicologo clinico che è sempre stato critico nei riguardi dei metodi a fasi o stadi, perché considerati modelli passivi che non sono pratici per l’elaborazione della perdita, dunque ha raccolto il suo pensiero formulando quattro compiti da seguire, per arrivare alla metabolizzazione del lutto.

1. Accettare la realtà della perdita. Il primo passo, doloroso e complesso, di presa di coscienza sincera e profonda della scomparsa della persona cara; tale compito può essere svolto partecipando al funerale, pensando realmente a tutto ciò che non sarà più possibile fare insieme, usando il passato per parlaredi lui/lei, accettando quello che è successo e le dinamiche che hanno portato alla morte.
2. Fare l’esperienza del dolore. Lasciarsi attraversare dal dolore, con tutte le sue sfumature, con tutte le sue pungenti spine, parlare della propria sofferenza e condividere emozioni e pensieri. in una società in cui la sofferenza viene costantemente negata e il lutto ridotto ad evento strettamente personale è molto difficile compiere questo compito, col rischio non non sentirsi accolti e compresi.
3. Adattarsi attivamente all’ambiente in cui non c’è più la persona che è morta. Rifuggire la sensazione di vivere tutto senza colore e privo di senso. Riadattare gli spazi fisici (es. riorganizzare la casa e riordinare i ricordi) e mentali (nuove responsabilità e compiti).
4. Stabilire una connessione duratura con lo scomparso mentre ci si costruisce una nuova vita. Pur mantenendo vivo il ricordo della persona che è mancata, ricominciare a riprendere il corso della propria vita, intessendo nuove relazioni e consentendosi di vivere nuove esperienze.

I sei processi del lutto di Rando

Come nell’idea di Worden anche per Rando la persona colpita dal lutto deve reagire attuando una serie di  “azioni e atteggiamenti” capaci di riattivare la normalità.

  • Riconoscere la perdita comprendere che è avvenuta una morte che ha portato a una separazione. Ciò non è sempre facile;
  • Reagire alla separazione sperimentando il dolore, individuando le proprie emozioni, accettandole ed esprimendole;
  • Recuperare i ricordi e i sentimenti legati alla relazione con la persona cara che ora non c’è più;
  • Lasciare andare gli eccessivi attaccamenti alla persona cara, ai sentimenti e ai ricordi a essa legati;
  • Riadattarsi al “nuovo mondo”, in cui la persona cara non c’è più, senza dimenticare il “vecchio mondo”, in cui la persona cara era ancora in vita. Ciò non vuol dire dimenticare la persona cara, ma sviluppare una relazione diversa con essa, che non impedisca di andare avanti nel “nuovo mondo”;
  • Mettere energie emotive su nuove persone, nuove relazioni, nuove esperienze.

Concludiamo sostenendo che forse per elaborare il lutto, è necessario imparare ad andare avanti cercando di integrare il passato con il presente e che le teorie e i metodi, nella balia dell’onda emotiva dolorosa, possono rivelarsi utili, fornire spunti di riflessione, essere un ulteriore strumento di aiuto ma che il lutto come esperienza totalmente personale,  non può essere incasellata all’interno di  fasi o compiti.

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