I Gruppi di Parola per i bambini in lutto ripartiranno in autunno 2023 nelle città di Roma, Milano e Napoli.

«Perché si muore? Che cosa succede dopo la morte? Si va in cielo e si diventa angeli? Oppure, si resta sottoterra?» Queste domande sono tanto più angoscianti se a porle è un bambino appena colpito dal lutto di un genitore. E se si considera che in questi casi i parenti superstiti stanno vivendo a loro volta un momento di grande dolore, difficilmente gestibile, diventa ancora più evidente l’importanza di un serio supporto psicologico.

Per fornire aiuto in simili circostanze l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nelle sue sedi di Roma e Milano, assieme alla Fondazione Eos di Napoli, ha avviato dei Gruppi di Parola sul tema del lutto: il progetto è promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza con l’obiettivo di accompagnare i bambini fuori dalla sensazione di solitudine che provano in questo terribile momento.

«Quello che funziona del gruppo – spiega la psicoterapeuta Virna D’Antuono – è il gruppo stesso, perché agevola la comunicazione e aiuta i partecipanti a trovare strategie di adattamento. Il gruppo non è terapeutico, ma ha una valenza terapeutica perché i bambini hanno la possibilità, se lo desiderano e in un ambiente protetto, di dare voce alle loro emozioni, di esprimere le loro paure e soprattutto di fare domande. Poi, queste domande vengono trasformate in attività, prevalentemente di tipo grafico pittorico ma anche di brainstorming, che mettono i bambini nella condizione di tradurre in parola quello che hanno vissuto. Una cosa che abbiamo notato nelle esperienze passate è che i bambini anche molto piccoli generalmente conoscono bene le cause che possono portare alla morte, come il cancro, gli incidenti stradali, le calamità naturali… alcuni conoscono addirittura il tema del suicidio o delle malattie mentali. Parlarne assieme, in un contesto delicato e appropriato all’età, può diventare un’attività tranquillizzante per i bambini che hanno sperimentato un lutto, perché sentono che il gruppo capisce e nessuno si sente diverso dagli altri».

I Gruppi di Parola si strutturano in quattro incontri di due ore ciascuno, cui partecipano 4-6 bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni. I bambini vengono accolti da due operatori che li accompagnano in tutte le attività di gruppo e provvedono affinché gli spazi e i tempi dell’incontro vengano strutturati attraverso rituali tranquillizzanti, come quello della merenda.

«Contemporaneamente – spiega la psicologa coordinatrice del progetto Paola Cavatorta – in un altro locale della stessa struttura si svolge un incontro tra i genitori o i familiari superstiti e altri due operatori. Gli incontri si svolgono in parallelo anche per quanto riguarda i temi trattati, in modo che gli adulti incontrino le stesse tappe proposte ai bambini, al fine di agevolare un dialogo che spesso, dopo un’esperienza così traumatica, rischia di rimanere interrotto».

I Gruppi di Parola ripartiranno in autunno 2023 nelle città di Roma, Milano e Napoli. Per maggiori informazioni si può telefonare ai numeri 0630154946 e 0630154547 oppure scrivere a consultorio.familiare@unicatt.it

Per approfondire:
https://www.garanteinfanzia.org/gruppi-di-parola-elaborazione-lutto-figli

Bambini in lutto: gruppi di parola per aiutarli

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