Maurizio Costanzo sull'eutanasia: è un nostro diritto

Maurizio Costanzo sull’eutanasia: “E’ un nostro diritto, i cittadini se ne ricordino quando andranno a votare”

Maurizio Costanzo si è rivolto ai capi partito sul tema dell’eutanasia. A Roma, Piazza San Giovanni Bosco gremita per l’evento organizzato dall’Associazione Luca Coscioni, il primo concerto al mondo per una legge sul fine vita. Marco Cappato dichiara: “Otterremo l’obiettivo di una buona legge, dopo la sentenza della Consulta”

Roma, 20 settembre 2019. Ieri sera si è cantato “Liberi fino alla fine”, il motto della campagna Eutanasia Legale di Associazione Luca Coscioni ma anche la richiesta di centinaia di persone accorse al primo concerto al mondo sul tema del fine vita, in una piazza San Giovanni Bosco (la stessa dove vennero negati i funerali a Piergiorgio Welby) davvero gremita.

Sul palco si è parlato di eutanasia, con gli interventi dei leader dell’associazione delle libertà civili Mina Welby, Filomena Gallo, Marco Cappato, uniti al ricordo di Dj Fabo e degli altri simboli delle battaglie per il fine vita in Italia.

Ma per la prima volta lo si è fatto in modo diverso, grazie anche al coinvolgente spettacolo offerto da artisti e protagonisti del mondo culturale e giornalistico nazionale come Neri Marcorè, Luca Barbarossa, Roy Paci, Nina Zilli, Pau e Mac dei Negrita, il dj Claudio Coccoluto, Kento + dj Fuzzten, Andrea Delogu, Giulio Golia, Marianna Aprile, Giulia Innocenzi, Francesco Montanari, Il Muro del Canto, Stella Pende e il dj Marc Robijn, amico fraterno di Dj Fabo.

Si è rivolto alla piazza attraverso un video messaggio anche Maurizio Costanzo: “Io sono per l’Eutanasia da sempre, sono accanto ad Associazione Luca Coscioni e Marco Cappato per un nostro diritto. Mi rivolgo ai capi di partito, da sei anni tengono ferma in Parlamento una legge che serve a rendere l’eutanasia legale. Ricordatelo quando andate a votare”.

Cresce ora l’attesa per la decisione della Corte Costituzionale, che il 24 settembre si riunirà scaduto il termine indicato al Parlamento per una legge sul tema. La successiva sentenza chiarirà la questione sollevata dal tribunale di Milano, dove Marco Cappato è sotto processo per il reato di aiuto al suicidio assistito e rischia dai 5 ai 12 anni di reclusione.

“Sono fiducioso sul fatto che dopo la decisione della Corte sul reato di aiuto al suicidio otterremo una buona legge contro l’eutanasia clandestina e per l’eutanasia legale. Spero solo non debba passare troppo tempo, c’è chi in queste ore – ha dichiarato Cappato – si sta mobilitando nei corridoi del Palazzo, dall’una e dall’altra parte del Tevere, per cercare di impedire alla Corte di decidere, incluso Papa Francesco come da dichiarazioni odierne. Sono passati 6 anni dal deposito della nostra proposta di legge sull’eutanasia non è stato fatto nulla e, ora c’è chi si muove per far finta di voler fare una legge e cercare cosi di ostacolare il lavoro della Corte. Anche a loro diciamo: noi andiamo avanti e otterremo il risultato”.

Per approfondire: associazionelucacoscioni.it

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