Libera Uscita - autodeterminazione terapeutica

L’Associazione Libera Uscita chiede al Governo di promuovere una campagna informativa per aumentare la conoscenza sul diritto di autodeterminazione terapeutica e sulle scelte di fine vita.

L’Associazione Libera Uscita ha messo a disposizione del Presidente del Consiglio e del Ministro della salute l’esito di una ricerca da essa commissionata sulla consapevolezza da parte dei cittadini del diritto di autodeterminazione terapeutica e sugli orientamenti sulle scelte del proprio fine vita nella popolazione anziana italiana, durante la pandemia da Covid-19, proprio mentre il Parlamento è impegnato a legiferare sulla materia del fine vita medicalmente assistito.

Libera Uscita, visti gli esiti della ricerca, chiede al Governo di promuovere una campagna informativa governativa e di non breve durata per raggiungere l’obiettivo di aumentare la conoscenza della legge da parte dei cittadini ed elevare il numero di coloro che usufruiscono.

Lettera Aperta al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Sanità

Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri

Prof. Mario Draghi

Al Signor Ministro della Salute

On. Roberto Speranza

Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevole Ministro della Salute,

mentre il Parlamento è impegnato a legiferare sulla materia del fine vita medicalmente assistito, Le partecipiamo l’esito di una ricerca che la nostra Associazione ha eseguito sulla consapevolezza dei cittadini del diritto di autodeterminazione terapeutica e sugli orientamenti sulle scelte del proprio fine vita nella popolazione anziana italiana, durante la pandemia da Covid-19.

I dati sono leggibili su https://www.associazioneliberauscita.it/online/ , che è il sito internet della nostra Associazione.

La ricerca ha fornito interessanti dati; tra i tanti rileva che circa il 30% degli anziani è consapevole che i diritti del paziente relativi alle informazioni sulla propria salute sono sanciti per legge;  però il 25% non ha mai sentito parlare o non ha consapevolezza né dell’esistenza di una specifica normativa né di una prassi, quella di informare il paziente sulle proprie condizioni di salute o di rispettare la sua volontà di non essere informato; Il 20% degli anziani  è ancora convinto che il medico debba sempre adoperarsi per salvare la vita del paziente, indipendentemente dalla volontà del paziente stesso.

Riferiamo questi cenni ma invitiamo a consultare l’intera indagine per acquisire risultati utili alla conoscenza dello stato di diffusione e applicazione della legge n. 219 del 2017.

Una legge civile, quale quella citata, tratta una materia delicata e occorre impegnare le istituzioni a rendere partecipi i cittadini della conoscenza della legge stessa e della concreta possibilità di usufruirne, rendendo chiare le conseguenze di un atto di disposizione di volontà compiuto dalla persona.

I cittadini di altri paesi dell’Unione Europea sono informati in percentuali decisamente maggiori.

Per questa ragione sottoponiamo alla Loro attenzione la richiesta di promuovere una campagna informativa governativa e di non breve durata per raggiungere l’obiettivo che è d’interesse generale.

Con osservanza.

La Presidente, Maria Laura Cattinari

Vice Presidente, Mauro Scarpellini

Segretario, Léon Octave Bertrand

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