L'origine-del-culto-dei-defuntiSe si pensa all”origine del culto dei morti, subito si fa riferimento alla civiltà più conosciuta, quella egizia ma in realtà, la celebrazione e la cura dei defunti risale già al periodo del Paleolitico medio intorno  al 100000 a.C., periodo a cui fanno riferimento le tombe ritrovate a Qafzeh vicino a Nazareth e  quella di Neanderthal in prossimità di Dusseldorf.

Dalle tombe gli archeologi hanno potuto constatare che questi uomini sono gli artefici della cultura funeraria grazie ai reperti che testimoniano la cura che i vivi mettevano per inumare i defunti, come le fosse scavate per rice­vere i cadaveri poi ricoperte da una lastra per proteggere il defunto e la speciale cura  rivolta alla sepoltura di un bambino di tre anni a La Ferrassie in Francia.

I ritrovamenti di Shanidar in Iraq nella tomba n. 6, ci raccontano come Cinquantamila anni fa il culto dei morti avesse un peso identico ad oggi, con lo scheletro  posto al centro di un cerchio costituito da blocchi e deposto su un giaciglio di steli di efedra guarnito di fiori.

Più in là nel tempo nel Paleolitico superiore (35000 a.C.) iniziano a comparire anche gli oggetti che fanno parte del corredo del defunto, borse da viaggio, oggetti ornamentali inoltre inizia a fare la sua comparsa l’ocra rossa.
Ottenuta attraverso trattamenti con fuoco, essa richiedeva un lungo lavoro di prepa­razione e al di là degli aspetti estetici avevano l’aspetto sim­bolico del sangue e della vita e veniva usato per  decorare delle con­chiglie che venivano inserite nelle orbite degli occhi  per dare al defunto la capacità della vista oltre la morte.

I luoghi dei defunti  erano spesso visitati dai vivi per onorarli. In Italia settentrionale si trovano veri e propri cimiteri con tombe singole in luoghi aperti. A Remedello i defunti venivano sepolti prevalentemente sul fianco in posizione rannicchiata, mentre a Spilamberto erano sepolti supini in posizione distesa.
In Svizzera prevaleva la sepoltura in ciste di pietra. C’erano anche tombe megalitiche (grandi ciste di pietra), che venivano utilizzate per generazioni.
I luoghi dove si celebrava il culto degli antenati spesso erano anche aree di sepoltura, in modo da creare un collegamento fra la vita terrena e l’aldilà. Tradizioni dunque molto simili ai moderni riti nonostante siano passati migliaia di anni.

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