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Mio papà, Marino Sponza, si è spento il 13 settembre 2018 notte. Delle tante parole che potrei elencare per descriverlo mi vengono in mente, generosità, rigorosità, senso del dovere e della giustizia, eclettismo, creatività, ingegno, autorevolezza. È stato pittore per diletto, mai convenzionale, sempre proiettato all’innovazione. È stato determinante nella mia crescita.
Quando nel 2008 gli dissi che assieme a un mio amico e a un altro socio stavamo pensando di introdurre in Italia la diamantificazione delle ceneri di cremazione come forma di sepoltura, non solo si divertì molto ma volle farsi immediatamente spiegare il procedimento tecnico e iniziò a riflettere sulle possibili implicazioni positive di una simile attività.
Dopo qualche anno espresse la volontà di essere trasformato lui stesso in diamante e mi ripeté questa decisione poco prima di entrare in sala operatoria. Immaginare di diventare diamante rientrava perfettamente nella sua visione della vita, dell’essere precursori ed esemplari, fino alla fine.

Così ho deciso di portare le sue ceneri in Svizzera per iniziare il procedimento di trasformazione nei laboratori di Algordanza.

Ho anche deciso di aprire una pagina di raccolta fondi per dare la possibilità alle persone che lo conoscevano (ma anche, perché no, agli sconosciuti) di sentirsi parte di questa scelta, per sentirsi spiritualmente e materialmente coinvolti nella realizzazione del diamante.

Sulla base delle reazioni che susciterà questa iniziativa valuterò come poterla estendere ad altre persone, in maniera tale che la scelta di diventare diamanti sia meno influenzata dalla propria disponibilità economica ma sia frutto di una precisa visione della vita, della morte, della sepoltura, dell’elaborazione del lutto e della possibilità di tramandare qualcosa che vada al di là della fragilità del nostro essere.
Un cristallo dalla forte valenza simbolica, frutto della materia contenuta nei nostri corpi, che accompagni il ricordo e la memoria dei nostri cari.

Christina Sponza
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