Con il consenso dell’autore, riprendiamo un toccante scritto pubblicato da Stefano L. Di Tommaso sul proprio profilo Facebook.

Barsik

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Caro Barsik,

Abbiamo passato insieme quasi undici anni, forse la parte più consapevole della mia vita e sicuramente quasi tutta la tua . Io non vedevo l’ora di tornare a casa per abbracciarti, tu mi aspettavi puntuale davanti al portoncino.

Eri forte, fiero e risoluto, ma non mangiavi e non bevevi se non ero accanto a te ad accarezzarti, e la sera ti coricavi sul letto al mio fianco con la testa sul cuscino, come un essere umano, sprigionando calore a fusa. D’estate in mia assenza stavi a lungo in giardino ad annusare la vegetazione, ma poi al mio rientro eri sempre al mio fianco.

Quasi mi parlavi con i tuoi miagolii in risposta alle mie parole o per farmi capire qualcosa. Si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo, ma se ottieni l’amicizia di un gatto, allora capisci che c’è un modo più silenzioso e intimo di comunicare con un animale e scambiarsi affetto, più dignitoso, caloroso e commovente, tanto più se vedi che egli non da quasi confidenza a nessun altro.

Tu eri divenuto parte della mia normalità quotidiana, ma ora che tutto questo sta per avere un triste epilogo (dal momento che hai smesso di mangiare e ti hanno diagnosticato un‘insufficienza renale incurabile), solo ora mi rendo conto di quanto tu, piccolo essere peloso dal passo felpato, hai riempito di significato il mio cuore con i tuoi sguardi, con le tue primordiali manifestazioni di affetto. Solo adesso ne ho la misura, se mai si può prendere un metro e definire le dimensioni della propria sfera affettiva.

Mentre rimani quasi immobile a sonnecchiare ancora come prima accanto a me aspettando la tua ora, allora ripenso alle mille situazioni vissute insieme e mi rendo conto che in fondo questa è la vita, tutto ha un termine e tutto passa, anche tu e anch’io. Ma la vita va avanti e nessuno può vantare alcun diritto di proprietà su di essa, che in fondo è il bene più prezioso, ma è anche quello che meno ci appartiene…

Stefano

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