800px-FontanelleNaples3Napoli città ricca di fascino, credenze e contraddizioni non poteva di certo farsi mancare un cimitero particolarmente suggestivo dove perdersi tra mistero e rituali.
Situato ai confini del Rione Sanità uno dei  quartiere più popolosi  e chiassosi della città, il  cimitero delle fontanelle si trova all’interno di un’antica cava,  imponente cattedrale sotterranea, sospesa fra l’oscurità e i fasci di luce che la squarciano. Vi si trovano impilate migliaia di ossa e teschi, le spoglie anonime di almeno 40.000 esseri umani. Un luogo suggestivo di quiete, dove la morte non è più un confine invalicabile grazie alle cosiddette capuzzelle, i teschi, che diventano tramite fra i vivi e le anime dei defunti.

In questo cimitero infatti non ci si limita a rendere omaggio a chi non c’è più ma si fa di più si parla con i teschi, si toccano, si puliscono. Ci si prende cura di loro. Si accendono ceri, si offrono suffragi e si chiedono grazie, in un devoto do ut des.

Questo rito è legato al culto delle anime pezzentelle, anonime e abbandonate, che hanno bisogno della pietà dei vivi per alleviare le proprie sofferenze in Purgatorio. Dal 1884, anno in cui fu terminato il riordino dei resti umani dei morti in occasione delle pestilenze, o in povertà o nelle carceri e classificati pertanto anonimi  la “pietas  popolare” napoletana si è rivolta alle “ossa e crani sconosciuti” con devozione religiosa familiare, con un culto che spesso richiama arcaiche tradizioni di tipo pagano.

Alle anime in pena si rivolgevano amorevoli cure e suffragi, garantendo loro il cosiddetto “refrisco”. Questo “refrigerio” sarebbe poi stato successivamente ricambiato con l’intercessione dell’anime in pena per la protezione del fedele nei momenti di bisogno. I napoletani, in un clima di venerazione e culto anonimo, iniziarono dunque ad esprimere la propria devozione verso un ideale diverso dalla santità. La devozione spinta fino all’“adozione” del teschio e la collocazione di immaginette votive e messaggi scritti all’interno dei reliquari esprimeva una forma di equilibrio tra il culto dei Santi e la devozione popolare delle anime del purgatorio.

'A_capa_ca_suda_d'_'e_Funtanelle_-_donna_Concetta_-_NapuleIl grande numero di urne devozionali site nel Cimitero delle Fontanelle rappresenta i ringraziamenti dei fedeli per le grazie ottenute con l’intercessione delle anime in pena. Le “maste”, ossia le popolane devote alle quali la tradizione locale aveva attribuito una particolare sensibilità per il culto delle anime purganti, hanno aiutato migliaia di fedeli nella ricerca delle anime particolarmente bisognose di cure e preghiere. All’interno del cimitero si snodavano le processioni religiose, e venivano recitate le caratteristiche “giaculatorie e litanie”.

Per comprendere quanto il rapporto fra la vita e la morte sia profondamente radicato nella cultura napoletana e quanto sia ancora vivo e presente questo tipo di rito vi consigliamo vivamente. un itinerario suggestivo e singolare attraverso Il cimitero delle Fontanelle, La Chiesa di Maria SS del
Carmine e la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Via dei Tribunali. Via dei Tribunali.

Per saperne di più suggeriamo anche la lettura di:
De Profundis
Testi di Ivan Cenzi, Foto di Carlo Vannini
Logos 2015

Comments

comments

banner_algordanza_206x120